mercoledì, 25 novembre 2009
Ho un conoscente qui a Parigi che riscuote un discreto successo tra le donne di ogni ordine e grado. Non che sia roso da sentimenti di invidia, ma, da bravo scientific, ho bisogno di capire. Il tipo in questione non é avvenente, é mediamente simpatico, certamente non ricco. Eppure acchiappa, e di molto. Le sua ultima fatica é stata rimorchiare la poliziotta che l'aveva fermato per un controllo; ha fornito un documento, nel senso che mi ha fatto vedere il bigliettino con il numero scritto dalla tipa.

Alla cantine, dopo aver commentato la cosa con un collega, mi sono dovuto trattenere a forza dal fare la manip e fermare una ragazza (magari bruttarella) a caso e chiederle:

I beg your pardon, madam. I'm not particularly cute, nor nice. Let's neglect the financial aspects, not to make things far more pathetic than they are now. I'm not particularly interesting either, dare I say, I'm one of the most boring persons I know, and I'm definitively a nerd. Even if I was, my French is so bad that  I would  struggle to express even the most trivial observations. On top of that, I have antisocial behaviours, and I'm autistic from time to time. But I'm Italian, madam, and to my knowledge this has been largely sufficient in similar cases. With those premises, would you give me your number?

Il poco residuale buonsenso e il timore che la mia ragazza non condivida con me le mie curiosità scientifiche mi hanno spinto a desistere. Still, I wonder...


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venerdì, 13 novembre 2009
Women are useful milestones as you progress in your research career.

As an undergrad student, secretaries are nice and gentle woman taking care of some very important concerns, as far as you know, and female colleagues are just awesome.

As a grad student, secretaries are those people you have to refer to for travels and paperwork, and, yeah, there should be a couple of female colleague somewhere: either you can hardly spot them from men, or they're a few order of magnitudes too good for you. You have no time for hanging out with undergrads.

During your first post-doc, secretaries are those persons spoiling your otherwise perfect postdoctoral life with a thousand silly questions. There might be a female colleague on the second floor, she's married and pregnant. Undergrads are just inappropriate, grads are too wild. You start taking glances at some of the youngest secretaries, but they're married and pregnant as well.

As an old post-doc, not only you think it's inappropriate to take glances at undergrad/grad students, they actually look like kiddies to you. Secretaries are those making a hell out of your life, and they give you the 'you know you'll be a bac for the rest of you life' look as you step in their office.
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domenica, 08 novembre 2009
Credo che una delle cose più difficili qui in Froggonia sia la lingua. Premetto che il mio francese é mediocre e con un pesante accento italiano, al punto che quando voglio essere 'crystal clear' preferisco esprimermi in inglese. E già il mio italiano é quel che è... On top of it, il francese non aiuta, e parlando con amici italici, si infarcisce il discorso di termini francesi più o meno italianizzati e di calchi lunguistici improbabili ('tu l'hai visto quando?', 'lui m'ha niente detto'). Esempi dal nostro bicefalo vocabolario: 'io mi casso' (je me casse): torno a casa; 'derangiare' (déranger): disturbare; 'gamino' (gamin): bambino, ragazzo. Il problema è quando li uso a casa e mi guardano come uno 'italian-speaking challenged'...



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giovedì, 08 ottobre 2009
Che poi c'erano i creoli che facevano rumore con i tamburi, e il concerto di Rémi Vignolo, e poi la piadina libanese, e poi c'erano tutti i musei aperti che non ci potevi entrare con la fila, e poi c'erano i pasticcini arabi al bar della moschea e il tè alla menta che ti portano a shottini, e poi la luce che resti a guardare mentre si riflette nel pozzo e prima ti chiedi "ma é coerente o termica?" e poi te ne freghi e dici solo che é bella e l'odore di rosa é piacevole, e poi la gente sfatta sulla strada e quelli con la patacca luminosa sui vestiti che poi erano finite e non ne davano più, e poi c'era lo stand delle televisioni sull'Île-St Louis che sembrava bello invece era una ciofeca, e poi c'é Notre-Dame illuminata dall'interno da lampade a forma di cristallo che fanno una luce meravigliosa nelle cappelline, ma sono veramente brutti, e poi c'é il Velib dall' Hotel de Ville fino a casa, passando davanti alla cattedrale illuminata che é un vero spettacolo, e c'era la gente che sembrava divertirsi e avere tanta voglia di vivere.


La mattina dopo, c'era solo tanto, tanto sonno...
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giovedì, 03 settembre 2009
Als die Nazis die Kommunisten holten habe ich geschwiegen; Ich war ja kein Kommunist.
Als sie die Sozialdemokraten einsperrten, habe ich geschwiegen; ich war ja kein Sozialdemokrat.
Als sie die Gewerkschafter holten, habe ich geschwiegen; ich war ja kein Gewerkschafter.
Als sie die Juden holten, habe ich geschwiegen, ich war ja kein Jude.
Als sie mich holten, gab es keinen mehr, der protestieren konnte.
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domenica, 30 agosto 2009
Può capitare un giorno a Belfast in cui entri in uno di quei negozi per turisti. Può anche capitare che capiscano bene che non sei britannico o americano - capita a Londra, Dublino, o Belfast, negli USoA basta parlare più o meno decentemente senza marcare le 'r' e ti prendono per qualcuno del Sommerset.

Di contro, anche tu riconosci un accento strano nell'inglese della padrona, accento che si rivela essere bretone, così che poi, un po' per non perdere l'allenamento, un po' per cercare pateticamente uno sconto che non arriverà, cominciate a parlare in francese.

Urka! sono venitquattr'anni che sta in Irlanda! Sicuramente deve aver sposato un irlandese. Ed eccola lì la risposta: "Certainement je ne suis pas ici pour le bon temps!"

Ci riconosci tutta la franceseria, la mine d'enterrement, il sarcasmo e il riso amaro che ti accompagnano a Pargi, nemmeno scalfiti da cinque lustri nella verde Irlanda. Lo sguardo, l'atteggiamento non lasciano trapelare nulla di Irlandese. E un po' ti senti a casa.
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sabato, 11 luglio 2009
Questo é un buon sampling della gente con cui me la faccio a Parigi. La foto tecnicamente fa schifo: a parte l'inquadratura interessante é sgranata e sovraesposta, ma é abbastanza rappresentativa. What's the matter with me? Che nella foto ci sono Giulio, Anna, Laura, Davide - ne sono felice, ma in foto precedenti c'erano  Ben, Sacha, Eliza, Marcelo, in foto di ancor prima Tommy, Giulia, Anna, Leo, prima ancora Antonio, Mariangela, Alessandra, Francesco. Ci sono cose che non puoi mettere nella valigia. Alle volte é proprio perché é troppo vuota che é così pesante.

 
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sabato, 27 giugno 2009
In fondo, si tratta di una danza. Bisogna ascoltare la musica e andare a tempo.
Uno, due...


After all, it's dancing. You need to listen to the music and be in time.
One, two...
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domenica, 21 giugno 2009
Collega musicista: C'est quoi que vous écoutez quand vous travaillez sur la manip?
Siv: Ça depend si Franck est la ou pas. Si il est la, on écoute surtout des classiques, surtout Mozart et Bach, mais aussi des compositeurs français.
C: Et si Franck n'est pas la?
S: Moi, je met les Iron Maiden.
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venerdì, 19 giugno 2009
Chè poi non sai mai come vestirti.

Insomma, la primavera a Parigi è un pic-nic allo Champ de Mars a godersi la torre che si illumina, ma è anche la buriana il giorno dopo. Un lungo susseguirsi di promesse non mantenute, come le ragazze sulla metro che guardi sorridere per un momento e quello dopo la stanchezza ha già lavato via il candore dei denti e degli occhi.

La primavera a Brisbane non esiste. E' sempre estate, ma quando l'inverno arriva avvisa un paio di settimane prima con qualche sera più fresca e se ne va discretamente quando scopri che la domenica pomeriggio puoi rimetterti sull'amaca a poltrire. Non il vecchio inverno europeo, è più giovane e va di fretta, porta via le nuvole a fare pipì altrove e le riporta puntuale come l'Ekka day.

La primavera a Roma me la ricordo bella, ma non sono che ricordi. Malhereusement.
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